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LOTTA AL BRACCONAGGIO
17/11/2020
Sempre più stringente la morsa del contrasto alla caccia illegale
letta:
E’ giunta al termine l’operazione “Pettirosso” della sezione operativa Soarda (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno agli Animali), che coinvolto Carabinieri Cites e gruppi forestali di Brescia, Bergamo e Mantova, e che ha portato alla denuncia di ben centosei bracconieri nonché al sequestro di circa quattrocento dispositivi di cattura illegale, completi di reti da uccellagione, gabbie-trappole, richiami elettronici, archetti e trappole metalliche. Sequestrati anche circa duemila uccelli, di cui solo ottocento ritrovati vivi, molti dei quali appartenenti a specie non cacciabili protette dalla convenzione CITES, portati in salvo e ora affidati alla cura dei centri di recupero animali selvatici “Il Pettirosso” di Modena, il “Loghino Bosco” di Mantova, l’Oasi WWF Valpredina” di Bergamo ed il “Parcobaleno” di Mantova, per la successiva messa in libertà. A carico dei denunciati pendono ora le accuse di: di furto aggravato di fauna selvatica in quanto bene indisponibile dello Stato, ricettazione, contraffazione di pubblici sigilli, uso abusivo di sigilli destinati a pubblica autenticazione, maltrattamento di animali, uccisione di animali, detenzione non consentita di specie protette e particolarmente protette, uccellagione, esercizio della caccia con mezzi non consentiti, porto abusivo d’armi.
Efficace anche l’operazione antibracconaggio che ha interessato i territori casertani di Cancello ed Arnone, Castel Volturno, San Tammaro, Cesa, Santa Maria La Fossa, Grazzanise e Gricignano d’Aversa, condotta dal Reparto Operativo S.O.A.R.D.A. di Roma e dal personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale –N.I.P.A.A.F. del Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta. Sedici le persone colte in flagranza di esercizio illegittimo dell’attività venatoria, in particolare nell’intento di utilizzare richiami acustici a funzionamento elettromagnetico per attirare illecitamente un gran numero di uccelli selvatici, nonché nell’intento di sparare all’avifauna selvatica senza aver previamente inserito il cosiddetto riduttore, dispositivo imposto ex lege al fine di ridurre la capienza del serbatoio-caricatore a soli due colpi. L’azione ha portato al sequestro di un vasto arsenale illecitamente detenuto, composto da quindici fucili, dodici richiami acustici completi di batteria, un centinaio di munizioni inesplose ed altro materiale generalmente utilizzato nella caccia illegale. Rinvenuti e sottoposti al sequestro esemplari di volatili appartenenti sia a specie cacciabili che protette: nello specifico ventisette allodole, un beccaccino e una alzavola, una cutrettola, una pispola e due pivieri dorati.
 
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